Una di quelle notti in cui non puoi percorrere con il solito piede pesante le strade che non guardi neanche più.
Una di quelle notti avvolte in un alone di malinconica riflessione mentre aspetti che le parole del vecchio Blitch vengano a galla. Mentre tra una canzone sciapa e un ritornello ossessivo pensi al fiume incessante della vita. Ti fermi solamente per assaporare l’interpretazione di poche righe scritte sullo schermo alieno di un computer o magari su di un foglio freddo e stampato.
Vorrei che tu fossi qui.
Perché sarebbe tutto più semplice, perché mi aggrapperei a te per colmare occhi e orecchie, escludendo il resto.
Ma non è giusto.Pensieri egoistici, irresponsabili e superficiali.
La strada ormai non la vedi più, casa è dall’altra parte della città e l’imbocco della tua via l’hai evitato già 3 volte. L’hai guardato con un sorriso sgualcito mentre la mano cadeva sul volante, sterzando.
Giochi con le rotonde e osservi una coppia di amici che ride e scherza con gli 8 gradi secchi di un posto che non dà tanto. Almeno a uno come te. Pensi ai tuoi amici, a che fine stanno facendo.
Poi pensi a te, cercando di vederti veramente.
Non ci riesci.
Non lo vuoi ammettere ma sei immerso nella tua storia, anche se cerchi di lasciarla chiusa in un cassetto senza chiave.
- No, non lo rileggo, andiamo avanti.-
Hey Joe.
Non riconosci più i volti con cui sei cresciuto. Anzi li conosci così bene che vedi cosa non va.
Lo vedi, lo senti, lo annusi.
E da questo parti e ti chiedi cosa stai facendo, perché alcune delle stoiche certezze sulle quali sei cresciuto si stanno sgretolando.
Vorresti nutrirti di illusioni in un mondo che fagocita sogni, vomitando cazzotti putridi.
Sono troppe le cose che in questo momento artigliano la tua schiena per lasciar cadere il loro peso morto sulle spalle.
Driving in your car. Proprio così, guidando nella tua macchina, in una di quelle notti.





