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O mai god.

Stamattina, mentre tentavo di svegliarmi guardando rock tv, hanno messo in palio 2 biglietti per il concerto di domenica 13 dei Deep Purple a Torino.

La domanda a cui rispondere era: come è nata Smoke on the water?

Beh… io provato a mandare un sms e…

HO VINTO I 2 BIGLIETTI!!!!!!!

Incredibile… Tra l’altro se ho ben capito si tratta, oltre al concerto, di avere la possibilità di CONOSCERLI!

Grazie a Francesco che qualche giorno fa mi spiegò come nacque Smoke :D

SMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOKE ON THE WAAAAAAAAAAAAATEEERRRR

DP

Concerto LIVE degli Ondadhurto!

Fernando alè, Fernando Torres!

Comunicazione ufficale: si conclude con un dignitoserrimo 28 in Comunicazione pubblicitaria il mio iter di esami per la laurea triennale in Scienze della Comunicazione curriculum analisi e produzione testi.

A questo punto manca solamente lo stage (a proposito, hanno pubblicato il mio primo articolo! Poi magari lo posto) e la tesi.

Penso che rimanderò qualche riflessione conclusiva a dopo che avrò dato la tesi (metà settembre).

Ciao cosi.

P.S. maledetta connessione delle bale.

Ode alla molecula mia salvatrice

Ode al suo effetto spalmato ne lo tempo

Ode al suo prezzo di poco meno di uno (1) euro a magica pastiglietta

Ode alla mattina senza ancora uno (1) starnuto

Che sia così nei tempi avvenire

Sia lodato Reactine

Mio unico Salvatore

Mario

C’ho messo tanto, forse troppo, a decidermi a scrivere. Ne abbiamo parlato. C’ho pensato. Ma metterlo nero su bianco mi risulta più difficile. Forse per paura dell’inequivocabilità.

Forse perché per me Mario non è morto.

Questo piccolo pensiero potrebbe intitolarsi consapevolezza, prendendo spunto dalle riflessioni di Simone. La consapevolezza che un amico, prima, un allenatore, poi, ha lasciato in eredità a chi gli è stato vicino. Sapere chi siamo per sapere chi sono gli altri. Conoscere i propri limiti, i propri punti di forza e le proprie paure. Essere consapevoli di quello che si è passato e di dove si può arrivare. Capire gli insegnamenti che ha trasmesso e farli propri.

Proprio questa è una delle cose che più mi ha colpito nel periodo subito successivo alla sua scomparsa. Non passava un giorno senza che qualcosa, una frase, un oggetto, uno sconosciuto che passava per la strada mi ricordassero le sue parole, i suoi insegnamenti e i suoi moniti. È servito un avvenimento doloroso come la sua morte per farmi accorgere come tutto ciò che avevo appreso in 8 anni di su è giù per la corsia ora si rifletteva nella mia vita di tutti i giorni. Se sono quel che sono le devo anche a Mario.

So di essere banale e fiabesco quando penso che Mario non è morto perché rivive in tutti quelli che l’hanno conosciuto. Ma è così.

Penso che ognuno viva il lutto in modo unico, in base alle proprie esperienze ed al proprio essere, e per questo va rispettato. Durante il funerale non ho versato una lacrima. Me ne sono stato tutto il tempo appena fuori dalla porta della Chiesa, senza staccare gli occhi dalla bara. Sapevo dov’era Mario. Era accanto a me, con i Rayban, la camicia aperta e la sigaretta accesa. Oppure al bar a leggersi la gazzetta. Partendo dal fondo. Mario sarebbe andato da quelli che piangevano per lui dicendo con il suo finto muso duro “Che cazzo piangi, caccola!”, quindi gli avrebbe sorriso e prendendoli sottobraccio gli avrebbe insegnato. Ero consapevole di quello che stava accadendo. Ed ero consapevole del fatto che lui non avrebbe voluto vederci piangere, anche se l’avrebbe capito.

Forse solo una cosa non gli è riuscita. Rendermi consapevole del fatto che Mario è morto.

Pensieri un po’ vaghi e confusi. Lo so. Beh, Mario è stato un grande uomo. Forse uno dei pochissimi Insegnanti che abbia mai conosciuto. Queste parole sono per lui… e per me.

Ciao Mario

Pechino, 10:37

TIBET: PROTESTE ANTI-OCCIDENTE IN CINA

Si allargano le proteste e i sentimenti anti-occidentali in Cina;: per la seconoda giornata consecutiva migliaia di cittadini cinesi si sono raccolti dinanzi agli ingressi dei supermercati ‘Carrefour’, in tutto il Paese, chiedendo il boicottaggio dell’azienda francese, scandendo slogan contro l’indipendenza del Tibet e contro le televisioni statunitense ‘Cnn’ e britannica ‘Bbc’. Nel mirino, anche marchi francesi come ‘Louis Vuitton’, ‘L’Oreal, ‘Peugeot Citroen’. La protesta si e’ estesa anche a forum, blog e siti su Internet. A Pechino ci sono state manifestazioni sporadiche dinanzi all’ambasciata francese e vicino a liceo francese, mentre a Qingdao, dove si svolgeranno le prove olimpiche di vela, alcuni manifestanti hanno dato alle fiamme bandiere francesi. Gli incidenti scoppiati al passaggio della fiaccola olimpica in citta’ come Parigi o Londra, e l’attenzione data dalla stampa internazionale agli incidenti di marzo in Tibet, hanno scatenato un’ondata di nazionalismo in Cina e di critiche all’Occidente.

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